Stop telefonate in cella da Napoli parte il jammer per le carceri italiane
Da Napoli Secondigliano parte l’installazione di jammer per bloccare le telefonate in cella. La misura mira a impedire l’uso di telefonini all’interno delle carceri italiane. La tecnologia sarà adottata in diversi istituti penitenziari del paese. L’obiettivo è interrompere le comunicazioni illegali tra detenuti e l’esterno. Questa iniziativa si inserisce in un piano più ampio di sicurezza e controllo nelle strutture detentive. La sperimentazione partirà nei prossimi mesi, senza indicazioni sui tempi di diffusione su tutto il territorio nazionale.
Tempo di lettura: 2 minuti Jammer per inibire l’uso di telefonini in cella, dall’istituto di Napoli Secondigliano parte la misura per le carceri italiane. Per l’annuncio, nella Prefettura partenopea ci sono il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, il capo del Dap, Carmine De Michele e il dirigente generale di Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello. Ad accoglierli il prefetto Michele di Bari. Non solo gli inibitori dei cellulari: nel ‘pacchetto’ ci sono anche le reti contro i droni, i ‘pusher volanti’ con cui trasbordano stupefacenti in carcere, e le stanze filtro con i cani anti droga. Un giro di vite dell’amministrazione penitenziaria, insomma. 🔗 Leggi su Anteprima24.it
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