Residuo zero km zero e tracciabilità L’Umbria accelera sul cibo di qualità
In Umbria, più della metà della superficie coltivata viene dedicata a pratiche agricole sostenibili, tra cui biologico e integrato. La regione sta intensificando l’attenzione verso prodotti con certificazioni di residuo zero, km zero e tracciabilità. Questa tendenza riguarda sia cibi che bevande, con un incremento di prodotti certificati sul mercato locale. La regione promuove l’agricoltura di qualità attraverso pratiche che garantiscono la provenienza e la sostenibilità delle produzioni.
Cresce sempre di più l’attenzione per cibi e bevande "certificate". E in Umbria, in ben oltre la metà della superficie coltivata, si pratica l’agricoltura sostenibile, integrata o biologica. Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria, il biologico è ancora così attrattivo? "Se negli anni passati è stato l’emblema della salubrità, oggi avanzano trend meno romantici e più pragmatici: nei prodotti di alta gamma si sta affermando la certificazione del ‘residuo zero’. Il ‘km zero’ mantiene forte interesse, traducendosi nella produzione e trasformazione in prossimità dei mercati. Ma con la vita frenetica che conduciamo, solo una parte dei cittadini acquista direttamente in azienda o nei mercati agricoli. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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