La sinistra intersezionale le minigonne e la sindrome di Stoccolma
La discussione sulle minigonne e la sinistra intersezionale viene spesso collegata a questioni di identità e rappresentanza politica. Alcuni commentatori suggeriscono che le preoccupazioni dell’elettorato di sinistra siano più legate a temi sociali e culturali che a simboli come l’abbigliamento. La critica si rivolge a una percezione di distacco tra le sensibilità delle classi lavoratrici e le posizioni più ideologizzate di certi settori politici, mentre si evidenzia una mancanza di attenzione alle realtà quotidiane di chi lavora.
Dobbiamo proprio cominciare dalle minigonne? Secondo me, per dire le preoccupazioni dell’elettorato di sinistra, possiamo prenderla da dove la prenderebbe il Mulino, una casa editrice nella quale, diceva Edmondo Berselli, «sanno tutto dei puritani del Massachusetts e niente delle mondine di Molinella». Due giorni fa il Boston Globe pubblica un articolo che da allora è il più letto del suo sito nonostante la sinossi minima non sia delle più appassionanti: cos’è successo quando un bar per lesbiche a Greenfield, diciassettemila abitanti, ha revocato l’obbligo delle mascherine per la sua clientela. Le mascherine?, diranno i miei piccoli lettori chiedendosi se stiamo pubblicando per sbaglio un articolo del 2021. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

LABUSO (titolo: Alessandro, Sindrome di Stoccolma ed eroina)
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