Gelateria accusata di essere fascista per una pubblicità ma era un metro per bambini | cos’è successo
Una gelateria è finita al centro di una polemica dopo aver esposto un cartonato con un braccio teso all’altezza di un metro, pensato per i bambini, per promuovere i gelati. La pubblicità è stata interpretata da alcuni come simbolo fascista, scatenando accuse e discussioni sui social. La gelateria ha spiegato che si trattava di un semplice strumento pubblicitario senza alcun intento politico. La vicenda ha attirato l’attenzione di media nazionali.
A volte basta davvero poco per scatenare una polemica. Un braccio teso all’altezza di un metro, un cartonato colorato fuori da una gelateria, e il gioco è fatto: da promozione innocua a caso nazionale. È quello che è successo a Ciro, gelatiere di Calusco d’Adda, piccolo comune della provincia di Bergamo con poco più di ottomila abitanti, che si è ritrovato al centro di un’assurda controversia politica per aver semplicemente voluto regalare un gelato ai bambini. La storia è surreale. Ciro gestisce da oltre vent’anni la sua gelateria, affiancata da una tabaccheria, nel cuore del paese. Un giorno, spinto dagli amici e dalla voglia di raccontare la sua passione per il gelato artigianale, decide di sbarcare sui social. 🔗 Leggi su Screenworld.it

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