Dalle iscritte in Accademia alle posizioni apicali | numeri carriere e generazioni raccontano quanto è cambiato — e quanto resta da cambiare — nelle Forze armate italiane Una riflessione femminista con la filosofa del diritto Orsetta Giolo
Tra le donne nelle Forze armate italiane, ci sono ora più ufficiali e ufficiali di alto livello rispetto al passato. I numeri mostrano una presenza crescente di donne che hanno raggiunto ruoli di responsabilità e posizioni di comando. Tuttavia, le testimonianze indicano ancora sfide legate a stereotipi di genere, come nel caso di una capitana di fregata che scherza sui suoi capelli ricci, ribelli e ingovernabili, come simbolo di battaglie contro i pregiudizi sessisti.
I capelli, solo i capelli. L’unica cosa che Sarah Arrighi dice di non saper “comandare” sono i suoi capelli: «Ricci, ribelli e ingovernabili». È una battuta contro i pregiudizi sessisti quella che la Capitano di Fregata – intervistata dal Corriere della Sera – si concede. Quarantadue anni, nata ad Asola e cresciuta a Castel Goffredo, nel Mantovano, figlia di un vigile urbano e di un’infermiera, Arrighi è – da poco più di un mese – la comandante della nave Carlo Bergamini, fregata missilistica della Marina Militare italiana impegnata nell’operazione europea Eunavfor Aspides. Leggi anche › Donne nell’esercito: 20 anni fa la prima. E oggi a che... 🔗 Leggi su Iodonna.it

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