Volevo sparare a un carabiniere ma il boss disse no la rivelazione al maxi processo Hydra sull' alleanza tra Cosa Nostra ' ndrangheta e camorra
Nel 2014, un uomo ha dichiarato di aver incendiato due auto della Polizia locale in un Comune dell’hinterland milanese, spiegando che l’azione era motivata dal desiderio di impedire a un comandante di indagare su di lui. Ha inoltre riferito di aver chiesto il permesso a un suo superiore, identificato come Giacomo Cristello, prima di compiere il gesto. Durante il processo, ha anche raccontato di aver considerato di sparare a un carabiniere, ma che il suo boss gli avrebbe sconsigliato di farlo.
Ha raccontato di aver «bruciato due auto della Polizia locale» in un Comune dell’hinterland milanese nel 2014, «perché c'era un comandante che voleva indagare su di me» e per farlo «chiesi il permesso a Giacomo Cristello», il suo capo. Quest’ultimo, invece, «mi disse di non fare nulla, altrimenti creavo un casino, quando volevo sparare a un carabiniere che mi dava sempre fastidio». Sono alcuni passaggi della lunga testimonianza, proseguita oggi e andata avanti per tutto il giorno a Milano, di Francesco Bellusci, uno dei pentiti del maxi processo Hydra sull'alleanza tra esponenti delle tre mafie, Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra, per fare affari in Lombardia. 🔗 Leggi su Gazzettadelsud.it

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