Perché l’emendamento al dl Salva Conti sul taglio dello stipendio dei dipendenti pubblici in ferie va ritirato
Oggi alla Camera dei Deputati si discute la conversione in legge del decreto “Salva Conti”, contenente un emendamento che prevede il taglio dello stipendio dei dipendenti pubblici in ferie. La misura ha suscitato proteste e richieste di ritiro. La discussione si concentra sulla possibilità di modificare o eliminare questa norma prima della votazione finale. La proposta ha generato critiche da parte di rappresentanti dei lavoratori pubblici.
Oggi, mercoledì 23 settembre, assisteremo a un nuovo capitolo della guerra contro i lavoratori. Arriva alla Camera dei Deputati il decreto legge “Salva Conti” per la definitiva conversione in legge. E alcuni parlamentari hanno pensato bene di infilarci un emendamento (articolo 1 bis) che nelle vite dei dipendenti pubblici significherebbe centinaia di euro in meno all’anno. L’attacco lo portano avanti quasi in silenzio, provando a fare meno rumore possibile. Sperando non se ne accorga nessuno. Agiscono stavolta sulla retribuzione delle ferie. Ci avevano già provato ad agosto, ma avevano battuto in ritirata. Oggi tornano all’offensiva: l’obiettivo è che la retribuzione da conferire a un dipendente pubblico nel suo periodo di ferie si calcoli sulla sola paga base, escludendo dal conteggio la parte variabile della retribuzione. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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