Luciano il sopravvissuto di Marzabotto | Così quei sacerdoti ci salvarono dalla strage nazifascista
Luciano Conti, testimone dell’eccidio di Marzabotto del 29 settembre 1944, ha raccontato che alcuni sacerdoti intervennero per salvare lui e altri civili dalla strage nazifascista. Conti, tra i pochi ancora in vita, ha descritto come i sacerdoti si frapposero tra le forze occupanti e i civili, riuscendo a proteggerli. La sua testimonianza si aggiunge a quelle raccolte sui fatti accaduti durante quella giornata.
Bologna, 23 settembre 2026 – Luciano Conti è uno dei pochissimi testimoni dell’eccidio di Marzabotto ancora vivente. Il 29 settembre 1944 vide prima le SS lasciare la Chiesa di Salvaro senza compiere violenze, poi padre Martino Capelli e Don Elia Comini, che domenica saranno beatificati insieme a don Ubaldo Marchioni, partire per Creda dove, invece, si stava compiendo un massacro. “Quella mattina fummo svegliati dal passaggio dei tedeschi – spiega Conti -. Siccome non conoscevano la zona catturarono Giovanni Rondelli e lo costrinsero a fargli da guida. Giovanni era il padre Ida, la mia madrina di battesimo, e mia mamma e mia zia si spaventarono molto vedendolo camminare davanti a dei militari che gli puntavano il fucile alle spalle per cui decisero di fuggire e di recarsi in parrocchia”. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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