Il governo dimezza i fondi per l’eolico offshore | a rischio la riconversione del porto di Taranto Confindustria e Cgil | Scelta incomprensibile
Il governo ha ridotto del 50% i fondi destinati all’eolico offshore, mettendo a rischio la riconversione del porto di Taranto. La misura è stata adottata per finanziare i tagli delle accise sui carburanti. Confindustria e Cgil hanno commentato la decisione definendola «incomprensibile». La riduzione dei fondi riguarda specificamente le risorse destinate a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili in mare. La decisione ha suscitato reazioni negative da parte di rappresentanti di imprese e sindacati.
Per finanziare i tagli delle accise sui carburanti, il governo ha dimezzato i fondi destinati all’ eolico offshore. Il primo ad accorgersene è il sito di energia Staffetta Quotidiana, secondo cui il ministero dell’Ambiente ha tagliato i finanziamenti destinati ai porti di Taranto e Augusta, portandoli da oltre 78 milioni di euro complessivi a 38,3 milioni, poco meno della metà. I fondi per il porto di Taranto, in particolare, sono passati da 28,5 milioni a 13,9. Il porto di Augusta, invece, si dovrà accontentare di 24,3 milioni, anziché dei 49,8 che erano stati promessi. Nei piani del governo, le due città dovrebbero diventare i poli italiani per la costruzione delle piattaforme galleggianti per le pale eoliche in mare, un settore praticamente inesplorato in Italia ma con grosse prospettive di crescita. 🔗 Leggi su Open.online
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