Le perplessità dei presidi E Zuppi | Essere inclusivi
Un dirigente scolastico ha espresso riserve sulla richiesta di derogare al limite del 30% di alunni stranieri per classe, evidenziando che molti studenti stranieri parlano italiano e consumano pasti tradizionali italiane. La dirigente ha commentato ironicamente la questione, sottolineando che ogni anno, come altri colleghi, deve affrontare l’organizzazione di classi con una percentuale elevata di studenti stranieri. Il cardinale Zuppi ha invece sottolineato l’importanza di pratiche inclusive nelle scuole.
"Alunni stranieri? Ma se mangiano le tagliatelle e parlano italiano .". Ironizza, ma neanche tanto, sulla deroga del 30% questa preside di un Istituto comprensivo della prima periferia che, ogni anno, come tanti suoi colleghi, ad agosto chiede di formare classi con più passaporti colorati. Stabili, sotto le Due Torri, le percentuali dei sì deroga. Nessun incremento. Inoltre le richieste, centro storico a parte, sono abbastanza distribuite sul territorio. Anche se, nei quartieri a maggior tasso di case Erp, la classi in deroga salgono. Molto ardua la stessa ipotesi di ridistribuzione di questi ragazzi sul territorio, nel caso in cui il 30% fosse inderogabile. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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