I costituzionalisti smontano la riforma elettorale delle destre
I costituzionalisti hanno evidenziato diversi problemi nella riforma elettorale approvata alla Camera, tra cui l’aumento delle firme necessarie per le forze politiche non presenti in Parlamento e la combinazione di capolista bloccato e voto di preferenza. Durante un’audizione a Montecitorio, sono stati sottolineati vari aspetti che potrebbero mettere in discussione la compatibilità della riforma con la Costituzione. La proposta è attesa in terza lettura, ma i costituzionalisti hanno espresso dubbi sulla sua conformità.
Dall’innalzamento del numero di firme richieste alle forze politiche oggi non rappresentate in Parlamento alla combinazione tra capolista bloccato e voto di preferenza: diversi sono i vulnus della riforma elettorale, attesa in terza lettura alla Camera, evidenziati dai costituzionalisti auditi ieri a Montecitorio. “Le modifiche apportate dal Senato al disegno di legge elettorale lasciano aperte alcune criticità che investono la qualità della rappresentanza politica, l’eguaglianza del voto e le condizioni di accesso alla competizione elettorale”, ha detto il presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto. Che accende un faro sulle pari opportunità a rischio nell’accesso alle cariche elettive sancito dall’articolo 51 della Costituzione. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it
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