Giornata Imi Aned | Il No dei soldati al nazifascismo parla ancora
Il rifiuto degli internati militari italiani di continuare a combattere per il nazifascismo dopo l’8 settembre 1943 non è un episodio passato, ma una posizione ancora presente. Questi uomini, che rifiutarono di sostenere il regime, subirono deportazioni, lavori forzati, fame e violenze. La loro scelta di opporsi si manifesta ancora oggi come un segno di resistenza contro il nazifascismo.
Firenze, 20 settembre 2026 - “Il No degli Internati Militari Italiani non è una pagina chiusa nei libri di storia. È il rifiuto di uomini che, dopo l' 8 settembre 1943, scelsero di non combattere ancora per il nazifascismo e pagarono quella scelta con la deportazione, il lavoro coatto, la fame e la violenza. Quel rifiuto fa parte delle radici democratiche del nostro Paese”. Lo ha detto Lorenzo Tombelli, presidente dell' Aned Firenze, intervenendo oggi al Teatro La Fiaba nella seconda Giornata degli Internati Militari Italiani. Cosa accadde dopo l'8 settembre 1943 - Dopo l'8 settembre 1943 furono catturati e deportati oltre 600.000 militari italiani. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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