A Seoul Puccini cambia voce | così l’Italia prova a reinventare il suo soft power in Corea
A Seoul, l’Italia sta cercando di rafforzare la propria presenza culturale attraverso la musica di Puccini. La produzione di un'opera del compositore italiano è stata adattata per il pubblico coreano, con nuove interpretazioni e voci locali coinvolte. L’obiettivo è promuovere il patrimonio musicale italiano, coinvolgendo artisti coreani e puntando su un approccio più accessibile e contemporaneo. La rappresentazione si svolge in un teatro della capitale, con un pubblico numeroso e interessato.
Se Giacomo Puccini fosse nato un secolo dopo, con un passaporto in tasca, la possibilità di prendere un aereo per Seoul o Tokyo e quella ancora più preziosa di ascoltare gli strumenti di una cultura direttamente dalle mani di chi li suona, sarebbe rimasto in Toscana ad aspettare che l’Oriente arrivasse fino a lui sotto forma di racconti, spartiti e oggetti oppure avrebbe fatto ciò che all’inizio del Novecento gli era sostanzialmente impossibile, cioè partire, spostarsi, incontrare musicisti, ascoltare suoni nel luogo in cui quei suoni erano nati e lasciare che quell’esperienza modificasse davvero la propria musica? È una domanda... 🔗 Leggi su Panorama.it
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