NAZA mille cineasti israeliani difendono il film su Gaza
Mille cineasti israeliani hanno firmato un appello di difesa al documentario NAZA, che denuncia i crimini di guerra contro i palestinesi a Gaza. Il film ha suscitato forti reazioni negative nel paese, ma questa volta alcune voci si sono levate a sostegno dell’opera. La vicenda ha acceso un dibattito pubblico sulla libertà di espressione e sui limiti della critica in un contesto di tensione politica e militare.
Il docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre pubbliche denunce, alcune voci si sono levate a difesa. Voci flebili, che a stento riescono a superare il clamore delle accuse di tradimento – con annessa minaccia di revocare la cittadinanza ai registi – ma che non possono e non devono essere ignorate dal resto del mondo. Diversi cronisti, soprattutto di Haaretz, hanno difeso l’opera. Ma molto più significativo è il fatto che mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. 🔗 Leggi su It.insideover.com
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NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di GazaIl documentario NAZA, che denuncia crimini di guerra contro i palestinesi, ha provocato forti reazioni in Israele.
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Dopo le accuse, le minacce di revoca della cittadinanza e la possibilità di azioni legali, il mondo del cinema israeliano si schiera con Yuval Abraham e Rachel Szor, i registi di NAZA. Più di mille cineasti e professionisti israeliani hanno sottoscritto una petizion facebook
Per la prima volta gli israeliani sono sconvolti da qualcosa che non riguarda né il premier Netanyahu né gli ostaggi. Sono furiosi, sconvolti, fuori di sé per il frastuono proveniente dalla Striscia di #Gaza. E in cuor loro, sanno perché. #NAZA @gideonle https://t. x.com