Metal detector a scuola e divieto social ai minori Valentina Petri | Non basta urlare le regole c’è una società da curare
A una settimana dall'inizio delle scuole, il dibattito si intensifica su metal detector all’ingresso e divieti di social per i minori. Dopo un episodio di cronaca a Roma, si riaffermano le proposte di controlli più stringenti e limitazioni sull’uso dei social network per i più giovani. La discussione coinvolge anche figure pubbliche che sottolineano la necessità di interventi più ampi sulla società, oltre alle semplici regole.
La scuola è ricominciata da una settimana e il dibattito pubblico è già incandescente. Dopo l’ultimo fatto di cronaca, accaduto a Roma, si torna a parlare di metal detector agli ingressi degli istituti e di divieto dei social per i minori di tredici o quindici anni. Su Facebook interviene Valentina Petri, docente e scrittrice, che smonta entrambe le proposte con due osservazioni che definisce “banalità”. Sul controllo agli ingressi, Petri non usa giri di parole. Far passare tutti gli studenti di tutte le scuole sotto il metal detector ogni mattina “non è attuabile, non è fattibile”. Le chiavi in tasca suonano, gli attrezzi del laboratorio suonano, i tempi si dilatano e la strumentazione può essere aggirata facendo entrare gli oggetti da una finestra. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it
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