Certificati falsi per i migranti il Sant' Orsola si schiera con le due infettivologhe perquisiste Le conversazioni della senatrice Ilaria Cucchi finite negli atti | Un' intimidazione del pm
Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna ha espresso solidarietà alle due dottoresse del reparto di Malattie infettive coinvolte nell’indagine sulla falsificazione di certificati di idoneità per i centri di permanenza temporanea. Le due medici sono state perquisite nell’ambito dell’indagine della procura di Ravenna, che accusa di aver rilasciato certificazioni false. Sono state acquisite anche conversazioni della senatrice, finite negli atti dell’indagine, in cui si parla di un’«intimidazione del pm».
Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna si schiera al fianco delle due dottoresse del reparto di Malattie infettive coinvolte, come persone informate sui fatti, nell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle presunte false certificazioni di non idoneità per i Cpr. I legali di alcuni dei medici già indagati da marzo parlano di un’indagine che pone «l’uso della forza al servizio di un’idea politica»: «In quei certificati non ci sono falsi ma ascolto, cura e una valutazione professionale improntata a una piena autonomia». «Non c’è — proseguono — un’associazione criminale ma condivisione dell’alta dignità e responsabilità del ruolo del medico di fronte alla fragilità». 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it
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