Certificati e inchiesta sui medici il presidio in piazza a Bologna | Bisogna abolire i Cpr Ma è scontro politico

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A Bologna, manifestanti si sono riuniti in piazza per sostenere medici coinvolti in un'indagine sui certificati di idoneità necessari per l’ingresso dei migranti nei centri di permanenza. Alcuni medici sono stati perquisiti o indagati nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria. I partecipanti hanno espresso che la “libertà di cura non è reato” e hanno chiesto la chiusura dei centri di permanenza. La protesta si è svolta in un clima di tensione politica.

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Bologna, 19 settembre 2026 –  Bologna è scesa in piazza a sostegno dei medici perquisiti, e in alcuni casi indagati, per i certificati di idoneità all’ingresso dei migranti nei Cpr, gridando che “la libertà di cura non è reato”  e che i “Cpr vanno aboliti”. Sotto al Nettuno e a palazzo Re Enzo ieri pomeriggio c’erano più di trecento persone, solidali con i 23 professionisti sanitari di tutta Italia coinvolti nell’inchiesta, partita e coordinata dalla Procura di Ravenna. La mobilitazione in piazza: “Questo è un fortissimo attacco all’autonomia e alla deontologia medica”. Un’operazione che ha spinto associazioni e colleghi a indire una manifestazione di piazza, promossa da Làbas, Laboratorio di Salute Popolare e il collettivo Luna. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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© Ilrestodelcarlino.it - Certificati e inchiesta sui medici, il presidio in piazza a Bologna: “Bisogna abolire i Cpr”. Ma è scontro politico
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