Il bur-fascismo
Una donna di 82 anni, proveniente dall’isola di Vulcano, si è vista recapitare una nuova carta d’identità con il toponimo “Apuania”, termine usato durante il periodo fascista. La modifica è avvenuta senza il suo consenso e ha sollevato polemiche. La vicenda riguarda la sostituzione del nome della città sulla documentazione ufficiale, inserendo un nome storicamente associato al ventennio fascista.
A furia di vederlo nei comizi, sui manifesti elettorali e perfino dentro un piatto di pastasciutta, il fascismo è tornato. Si è materializzato sulla carta d’identità della signora Anna Maria Tonazzini, 82 anni, che dall’isola di Vulcano si è ritrovata catapultata ad Apuania, toponimo del Ventennio. L’anziana chiede il nuovo documento e scopre che non è nata a Carrara, ma ad Apuania. Una spietata macchina del tempo burocratica l’ha rispedita al 1938, quando il regime fascista riunì Massa, Carrara e Montignoso sotto quel nome. Nel 1946 Apuania fu cancellata dalla geografia, ma è sopravvissuta negli archivi. Quest’inghippo ha trascinato la donna in uno sdoppiamento pirandelliano: ci sono due signore Tonazzini, una nata a Carrara, l’altra ad Apuania. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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