Certificati anti Cpr la difesa dell’ex primario | La cura è un diritto non può mai essere reato
L'ex primario di rianimazione ha affermato che la cura, come diritto, non può essere considerata un reato. Questa dichiarazione è stata rilasciata prima di un'inchiesta della Procura di Ravenna riguardante certificati anti-Cpr. Il medico, ora consigliere regionale, ha sottolineato che l'assistenza sanitaria non dovrebbe essere soggetta a sanzioni legali. La sua posizione si basa sulla convinzione che l'assistenza medica rappresenti un diritto fondamentale, indipendentemente dalle circostanze legali.
“La cura è un diritto, non può mai essere reato”. Giovanni Gordini, storico direttore della rianimazione dell’ospedale Maggiore e oggi consigliere regionale civico a sostegno del presidente Michele de Pascale, lo dice prima di tutto da medico, a proposito dell’inchiesta della Procura di Ravenna. Cosa ne pensa di quello che sta succedendo? “Lo ha detto anche l’Ordine dei medici: un medico deve pensare prima di tutto al bene del paziente e a come tutelare la sua salute. Poi è importante dire anche un’altra cosa: la tutela della salute non può diventare uno strumento per governare l’ordine pubblico. Non si possono usare i sanitari come strumento di confinamento o di controllo, per mandare i cittadini di serie B, quelli con meno diritti, nei Cpr. 🔗 Leggi su Bologna.repubblica.it

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