BLACKWOOD | recensione di giorno videotecaro e di notte assassino
Blackwood alterna tra due mondi: di giorno, un uomo gestisce una videoteca a New York nel 2012, occupandosi di clienti e DVD. Di notte, si trasforma in un assassino. La narrazione si concentra su questo forte contrasto tra vita normale e attività violenta, senza ulteriori dettagli sulla trama o sui personaggi. La storia evidenzia il passaggio tra le due identità dell’uomo, mantenendo un tono diretto e senza approfondimenti psicologici o motivazioni.
BLACKWOOD costruisce tutta la propria identità attorno a un contrasto difficile da ignorare. Di giorno Anton conduce un’esistenza apparentemente ordinaria nella New York del 2012, occupandosi di una piccola videoteca, dei clienti e degli scaffali pieni di DVD. Di notte quella normalità viene completamente cancellata e il protagonista entra nel sottobosco criminale della città trasformandosi in un sicario disposto a sporcarsi le mani. È una premessa che potrebbe facilmente sembrare soltanto un espediente per attirare l’attenzione, ma in realtà rappresenta il centro dell’intera esperienza. La gestione del negozio e le missioni violente non sono due modalità completamente isolate, perché entrambe servono a raccontare le due facce della vita di Anton. 🔗 Leggi su Gamerbrain.net
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