Le nuove forme del dissenso iraniano quattro anni dopo la morte di Mahsa Amini
Una donna iraniana appare in un video sui social, mostrando davanti alla telecamera alcune uova, pomodori, cipolle e patate. La sua frase, “Se non fossi felice, mi giustizerebbero”, è stata diffusa tra gli utenti. Sono passati quattro anni dalla morte di Mahsa Amini e il video si inserisce nelle nuove forme di dissenso nel paese. Non ci sono ulteriori dettagli sul contesto o sulle conseguenze di questa azione.
«Sono molto felice, perché se non fossi felice, mi giustizierebbero». In uno dei video che stanno circolando sui social in questi giorni, una donna iraniana mostra davanti alla telecamera poche uova, alcuni pomodori, cipolle e patate. Spiega che ormai non può più comprare la verdura al chilo, ma soltanto pochi pezzi alla volta. Poi sorride, ringrazia le autorità e dice di essere felice. Poi improvvisa un balletto. È una scena inaspettata, un po’ assurda. Dice qualcosa sull’Iran di oggi. Centinaia di video stanno replicando lo stesso format: uomini e donne mostrano quanto costa la spesa, raccontano salari che non bastano, bollette, debiti, il rial in caduta libera, e poi dicono comuqnue di essere soddisfatti perché altrimenti potrebbero essere chiamati «rivoltosi», «traditori», «mercenari» o agenti stranieri. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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