Koch | impossibile essere discepoli di Cristo e al contempo antisemiti
Il sacro Concilio afferma che la Chiesa è spiritualmente collegata con il popolo di Abramo. La riflessione si concentra sulla necessità di riscoprire le radici ebraiche della fede cristiana. Secondo il discorso, essere discepoli di Cristo implica anche riconoscere questa connessione. La questione della coscienza ebraica nel cristianesimo viene presentata come un elemento fondamentale, ancora da approfondire nel percorso di comprensione della propria identità religiosa.
Quanto è importante per la fede cristiana la coscienza delle radici ebraiche? Quanto cammino va ancora fatto perché queste vengano riscoperte? «Scrutando il mistero della Chiesa, il sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo». Con tali parole inizia l’articolo 4 di Nostra aetate; esso mette così in evidenza che il rapporto con il popolo di Israele, il popolo dell’Alleanza, è parte integrante dell’auto-concezione della Chiesa cattolica, la quale non potrebbe comprendere sé stessa senza un riferimento all’ebraismo. Pertanto, Nostra aetate richiama le radici ebraiche della fede cristiana e parla di un «patrimonio spirituale comune» di ebrei e cristiani. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

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