Doveva essere una serra | Ma era una centrale
Un sito che doveva ospitare una serra con pannelli fotovoltaici è stato riconosciuto come una centrale energetica dal giudice di primo grado, con la presenza di poche piante. Oltre mezzo milione di euro sono stati restituiti in relazione a questa vicenda. La struttura, inizialmente destinata all’agricoltura, si è rivelata un impianto di produzione energetica. La differenza tra il progetto e la realtà ha portato a un procedimento legale e al recupero di somme.
Oltre mezzo milione di euro restituiti. È il conto per quella che doveva essere una serra con i pannelli fotovoltaici sopra e che il giudice di primo grado ha descritto come una centrale energetica con "sotto rade piante". La Corte d’Appello di Ancona ha confermato la revoca di 529.647,90 euro di contributi pubblici concessi a una società agricola dell’Anconetano attraverso il Programma di sviluppo rurale delle Marche. Tra il 2015 e il 2019 l’attività vivaistica aveva prodotto ricavi non superiori a 15mila euro lordi all’anno. Il fotovoltaico installato sopra le serre, invece, aveva generato proventi spesso superiori a un milione. Nel progetto agronomico presentato nel 2009 si prevedeva che la sola coltivazione di piante aromatiche potesse produrre quasi un milione di euro l’anno. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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