Il sospiro di Tiziana Efeso un passato torbido L’infanzia dura e violenta tra riformatorio e carcere
In carcere, una donna ha detto ai compagni di cella di aver subito una disgrazia, come se fosse morta in un incidente o per malattia. Non ha parlato di violenze o abusi subiti, lasciando intendere che la sua morte sia stata accidentale. La sua infanzia è stata segnata da esperienze dure, tra riformatorio e carcere, che hanno contribuito a plasmare il suo percorso. La sua versione suggerisce un tentativo di distogliere l’attenzione dalle cause reali della sua scomparsa.
In carcere ha raccontato ai compagni di cella di avere avuto una disgrazia. Come se Tiziana fosse mancata a causa di un incidente stradale oppure di una malattia e non sotto i suoi colpi. Nei colloqui avuti con gli psicologi ha raccontato anche dell’ultimo sospiro della moglie, simile a quello che emetteva prima di addormentarsi. Invece si stata spegnando colpita a morte con tre fendenti. Umberto Efeso nel corso dei vari incontri tenuti negli istituti carcerari di Spezia, Sanremo e Milano San Vittore ha svelato anche il suo passato torbido e la fedina penale piuttosto articolata. Ma di fronte ai rimproveri di un altro detenuto lo aveva aggredito in quanto spacciatore di stupefacenti e quindi venditore di morte. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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