Delitto di via Poma Mia sorella Simonetta riceveva telefonate anonime e a chiamarla era qualcuno conosciuto sul lavoro

Notizia in breve

Durante il delitto di via Poma, si è scoperto che Simonetta Cesaroni riceveva telefonate anonime da una persona conosciuta sul lavoro. La sorella, mentre pranzava, ha raccontato che Simonetta si alzò improvvisamente e si chiuse in una stanza, senza specificare cosa abbia detto prima di farlo. Non ci sono altri dettagli sui contenuti delle chiamate o sull’identità di chi le effettuava.

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Delitto di via Poma, Paola Cesaroni: «Chi telefonava a mia sorella?» Alle 14, mentre stavamo pranzando, all’improvviso (Simonetta Cesaroni, ndr) si alzò ed entrò nella mia stanza, chiudendo la porta. Sembrava il gesto di chi riceve una chiamata. Il telefono era in corridoio, ma papà aveva messo una prolunga così da portarlo in cameretta e parlare con più privacy. Non ricordo di averlo sentito squillare: per questo non escludo che fosse stata lei a chiamare. Pensai anche a Raniero: spesso la cercava a quell’ora. Secondo mia madre la telefonata durò a lungo. Lei era in cucina e si accorse, meglio di me, dello spostamento di Simonetta. Quando tornò, il pranzo era già freddo. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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