Crisi ex Ilva lacrime e rabbia tra gli operai in corteo | Abbiamo perso tutto stop ai licenziamenti
Gli operai di un'azienda siderurgica in crisi hanno manifestato in corteo, esprimendo rabbia e dolore. Durante la protesta, sono stati usati fumogeni e sono stati suonati fischi e tamburi. Uno striscione portato dai manifestanti recitava: «Il lavoro non si tocca». I lavoratori hanno chiesto di fermare i licenziamenti e hanno detto di aver perso tutto, evidenziando il loro stato di disagio e preoccupazione.
Fumogeni che tagliano l’aria, fischi sordi, il battito cadenzato sui tamburi e uno striscione che recita una verità semplice: «Il lavoro non si tocca». A Taranto la rabbia dell’indotto ex Ilva sfila per le strade in un giorno di sciopero totale e blocco del traffico. Dalla portineria imprese fino a Palazzo di Città , il corteo costeggia l’antico Acquedotto romano e passa sotto l’ombra pesante delle ciminiere. Un fiume umano fatto di volti tirati, elmetti da cantiere e cori da stadio. «Caro governo ascolta la voce degli operai: rispetto, rispetto», urla il megafono, intervallato dal grido disperato «Meloni, Meloni, vogliamo soluzioni!». Non mancano i momenti di altissima tensione tra i manifestanti stessi quando c’è da decidere quali arterie viarie paralizzare, a testimonianza di un clima al limite del collasso. 🔗 Leggi su Quotidianodipuglia.it

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