Contro il fatalismo luddista | l’Italia può scegliere l’economia della potenza
Una serie di grafiche che mostrano come l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale potrebbero sostituire alcuni lavori poco qualificati in Italia ha provocato una svolta nelle posizioni politiche. Dopo aver presentato i dati, alcuni esponenti hanno aperto a un’ipotesi di crescita economica basata sull’uso di queste tecnologie, contrastando il tradizionale pensiero luddista che vedeva nella tecnologia una minaccia. La discussione si è spostata dal fatalismo alla possibilità di un’economia della potenza.
Roma, 15 set – È bastata una serie di grafiche sulla possibilità di sostituire parte del lavoro povero in Italia con automazione, robotica e intelligenza artificiale per assistere a una singolare inversione delle categorie politiche. Criticare il caporalato sarebbe diventato improvvisamente « di sinistra »; voler ridurre la dipendenza da manodopera a basso costo sarebbe marxismo; immaginare macchine capaci di svolgere una parte delle mansioni oggi affidate all’uomo significherebbe preparare una società di disoccupati mantenuti dallo Stato. Sullo sfondo, naturalmente, rimane l’altra paura: se quelle macchine, quei modelli e quei dati appartengono a Google, Microsoft, OpenAI o Palantir, quale sovranità avremmo mai conquistato? Liquidare tutto come folklore da commenti social sarebbe facile e anche sbagliato. 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it
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