Valcamonica capitale della cultura perché è giusto giocarsi tutto
La candidatura della Valle Camonica a Capitale italiana della cultura per il 2029 è stata ufficializzata. Si tratta di una proposta considerata una scommessa piuttosto che un azzardo, evidenziando l’ambizione di valorizzare il territorio attraverso un progetto culturale importante. La decisione è stata presa senza considerazioni di rischio e punta a promuovere la valle come centro culturale nazionale. La candidatura sarà presentata ufficialmente nelle prossime settimane.
Una scommessa, non un azzardo. La candidatura della Valle Camonica a Capitale italiana della cultura per il 2029 ha il sapore dell’impresa ardita ma non sconsiderata. In dicembre sapremo se la Valle è entrata nelle dieci località finaliste (sarebbe già un risultato di tutto riguardo) ma certo la decisione della Comunità Montana con sede a Breno di candidare una valle in una competizione che di solito contrappone e premia i capoluoghi (eccezion fatta, finora, per l’isola di Procida) merita attenzione e persino simpatia. Certo, le ragioni ostative sono numerose ed evidenti. La prossimità con Bergamo e Brescia Capitale italiana della cultura (correva l’anno 2023) è la prima che balza agli occhi: i due capoluoghi di riferimento della Valle hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento da pochissimi anni. 🔗 Leggi su Brescia.corriere.it

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