In carcere la scuola slitta perché mancano i prof La storia della docente che ha deciso di insegnare lì | Sui detenuti troppi pregiudizi

Notizia in breve

Le scuole in carcere spesso aprono con settimane di ritardo a causa della mancanza di insegnanti disponibili. Una docente ha deciso di insegnare in istituto penitenziario, raccontando di come i pregiudizi sui detenuti ostacolino l’ingresso degli educatori. La difficoltà nel reclutare docenti deriva anche dalla percezione negativa legata all’ambiente carcerario. La mancanza di personale si ripercuote sull’avvio delle attività educative, che spesso vengono posticipate o ridotte.

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Le scuole in carcere spesso iniziano con settimane di ritardo perchĂ© trovare docenti disposti a insegnare dietro le sbarre non è semplice. Tra le preferenze delle Graduatorie provinciali per le supplenze (le cosiddette Gps), infatti, la sezione carceraria non è quasi mai tra le prime scelte e questo rende piĂą difficile completare l’organico all’inizio dell’anno scolastico. L’insegnante di italiano Beatrice Massaro, invece, ha fatto esattamente il contrario. Ha messo un carcere in Lombardia come prima preferenza. «Avevo questo desiderio, un po’ un sogno quasi, di poter lavorare e insegnare in carcere», racconta la docente a Open. E per riuscirci ha accettato anche uno spezzone di sole otto ore, una condizione quasi necessaria per entrare in una sezione carceraria dove le cattedre complete da 18 ore sono difficili da formare. 🔗 Leggi su Open.online

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