Neomamma costretta a licenziarsi poi diventa imprenditrice | La mia azienda a misura di donne e famiglie Orari flessibili e chiusura degli uffici alle 16
Una donna ha lasciato il suo lavoro dopo la nascita del figlio perché l’azienda per cui lavorava ha deciso di trasferire il personale da Castelfranco a Verona. Successivamente, ha avviato un’impresa con orari flessibili e chiusura degli uffici alle 16, progettata per adattarsi alle esigenze di donne e famiglie. La sua esperienza personale ha portato alla creazione di un’attività che si propone di essere più compatibile con le esigenze familiari.
CASTELFRANCO (TREVISO) - «Anch'io sono stata costretta a dimettermi dopo la nascita di mio figlio. Lavoravo per una società finanziaria che aveva deciso di trasferire il personale da Castelfranco a Verona. Per chi non accettava, non c'erano altre strade. È così che poi sono diventata imprenditrice». A parlare è Virginia Scirè, titolare dell'azienda di abbigliamento WearMe, specializzata in fasce e marsupi per portare i bimbi (babywearing) e intimo in fibre naturali. In questi giorni si è rivista nella vicenda di Beatrice Baratto, la 33enne costretta a licenziarsi da un'azienda del settore calzaturiero del Montebellunese, dove lavorava da sette anni, perché dopo la nascita del suo bambino non le hanno concesso part time o smartworking. 🔗 Leggi su Ilgazzettino.it

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