Il falso allarme su Zelensky riaccende i fari sulle falle della difesa moldava e sui dossier aperti di Chisinau
Il falso allarme sul tentativo di attacco con drone russo all’aereo del presidente ucraino in Moldavia ha riacceso l’attenzione sulle vulnerabilità delle difese del Paese. La notizia, che aveva fatto il giro del mondo, è stata smentita, ma ha evidenziato i problemi ancora presenti nelle misure di sicurezza e nei dossier aperti a Chisinau. Non ci sono state conferme ufficiali di un reale attacco o di minacce concrete.
Dopo aver fatto il giro del mondo, la notizia che l’aereo con a bordo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe stato quasi colpito da un drone russo in Moldavia, è rientrata. Un velivolo senza pilota partito dalla Russia è effettivamente entrato nello spazio aereo moldavo, ma ben lontano dall’ Airbus presidenziale in fase di decollo da Chisinau, che ha subíto semplicemente un ritardo. Tanto è bastato comunque per riaccendere i riflettori sul piccolo paese dell’Est Europa. Prima di tutto per la sua carenza in termini di difese aeree: la Moldavia non fa parte della Nato, né dell’ Unione Europea e rappresenta una falla non da poco nel muro difensivo che Bruxelles sta cercando di costruire sul fronte orientale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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