Legge elettorale centristi in rivolta contro le nuove regole sulla raccolta delle firme Il faro del Quirinale
I rappresentanti dei centristi stanno protestando contro le nuove regole sulla raccolta delle firme per le candidature alle elezioni. La norma impone di raccogliere quattro volte il numero di firme rispetto al passato, colpendo direttamente i loro candidati. La protesta si concentra sulla presunta compressione del ruolo del Parlamento e della rappresentanza democratica. I centristi chiedono modifiche e criticano la misura come un ostacolo alla presentazione delle liste.
In «difesa del Parlamento, della sua rappresentanza», alla fine «della democrazia». I centristi, furibondi per la norma che quadruplicando le firme da raccogliere per presentare le liste colpisce proprio loro, guidano la rivolta. E organizzano le loro truppe: «Avviamo il cantiere della quarta gamba», promettono riuniti a Campobasso Riccardo Magi, Enzo Maraio e Alessandro Onorato. E intanto annunciano una manifestazione domani davanti al Senato. Schierato con loro è Giuseppe Conte («Chiediamo a Mattarella di fermare questa norma vergognosa», le parole pronunciate l’altro giorno dal leader del M5S), anche in funzione di contenimento di Matteo Renzi: l’ex premier è alla guida dell’unico movimento, Italia viva, che non deve raccogliere le firme e che per questo potrebbe egemonizzare l’area. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it
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