Trevor Roth non esiste ma il suo caso racconta il futuro dello spionaggio
Nell’estate 2025, un candidato con il nome fittizio Trevor Roth ha completato con successo un processo di selezione per un impiego da remoto presso una società di cybersicurezza. Il percorso includeva un colloquio tecnico, verifiche sui precedenti e controlli documentali. Successivamente, è stato assunto senza ostacoli, anche se si è scoperto che Trevor Roth non esisteva realmente. La vicenda evidenzia possibili vulnerabilità nei sistemi di verifica utilizzati dalle aziende del settore.
Nell’estate del 2025 un candidato che si firmava Trevor Roth ha superato senza intoppi il processo di selezione per un posto da remoto alla Exabeam, una società di cybersicurezza californiana: colloquio tecnico, verifica dei precedenti, controllo dei documenti. Il team che lo aveva intervistato ha notato solo un dettaglio curioso, durante il colloquio video: la qualità un po’ troppo fluida delle sue risposte, come se a suggerirgliele fosse un sistema di intelligenza artificiale in tempo reale. Non è bastato a fermare l’assunzione. Roth ha ricevuto un portatile aziendale e ha iniziato a lavorare. Il suo primo giorno è stato anche l’ultimo. Il sistema di threat intelligence dell’azienda ha segnalato che il suo nome utente era già associato ad attività note di un gruppo nordcoreano. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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