Pietà e perdono per chi collaborò coi torturatori? Venezia 83 chiude con Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis tornando alle prigioni di Garage Olimpo
Ci vuole pietà e perdono anche per i collaborazionisti. Marco Bechis torna al Festival di Venezia diciotto anni dopo Birdwatchers. Disegnando, con Ritorno a Buenos Aires, una parabola conclusiva rispetto a quel Garage Olimpo che nel 1999 dopo la prima al Certain Regard di Cannes creò scalpore e indignazione sugli schermi italiani. Là l’esposizione “normale” di metodi e quotidianità dei torturatori assassini nell’Argentina del regime Videla nel 1977; qua la sollecitata sofferta e liberatoria redenzione del prigioniero dell’epoca Mariano Guerra (Adriano Giannini) che sopravvisse “due anni e 46 giorni” proprio nel famigerato “Garage Olimpo” di Buenos Aires, una delle tante prigioni con camera di tortura e avviamento alla morte per migliaia di giovani oppositori del regime (per chi non lo sapesse, i cosiddetti “desaparecidos”). 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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