Chi giocò chi brindò chi protestò | l' 11 settembre 2001 cambiò anche lo sport
Il giorno dell’11 settembre 2001, negli Stati Uniti si discuteva del ritorno di Michael Jordan, che si stava allenando da settimane in una palestra di Chicago con la upper class locale. Prima degli attacchi, l’attenzione era rivolta al suo possibile rientro nel mondo dello sport. L’attività sportiva e le celebrazioni, come brindisi, furono poi interrotte dagli eventi tragici di quella giornata.
Quel giorno - prima che tutto accadesse - negli Stati Uniti si parlava del ritorno di Michael Jordan. Il Migliore si stava allenando da settimane in una palestra, la "Hoops the Gym" di Chicago, insieme alla upper class della città. L’ultima partita risaliva a tre anni prima, ma in quelle ore Michael, tra uno sbuffo di sigaro e l’altro, aveva lasciato intendere che sarebbe tornato a giocare, nei Washington Wizards, la squadra di cui era proprietario. Il ritorno in campo prese forma il 25 ottobre, ma intanto il mondo era cambiato. Quel giorno, in Italia, prima che da New York arrivasse l’eco dell’immane tragedia, si parlava di Julio Velasco, che all’epoca era consulente del presidente dell’Inter Moratti: il mondo del calcio lo aveva deluso, non si sentiva al posto giusto. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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