Naza – La fabbrica dello sterminio in un docufilm | così Israele programma la guerra e calcola i morti palestinesi
Nel film documentario vengono mostrate le conversazioni tra funzionari dell’intelligence israeliana, che discutono sul numero di vittime palestinesi. Le frasi includono riferimenti a quantità di morti, come “20 Naza”, “50 Naza” e “300 Naza”, con battute sul lasciarne “qualche Naza in più”. Le conversazioni rivelano un approccio calcolato e programmatico nel bombardamento di Gaza, con un linguaggio che suggerisce una pianificazione delle perdite civili.
20 Naza. 50 Naza. 300 Naza. Signora mia, che faccio, lascio qualche Naza in più? La chiacchiera tra i funzionari dell’ intelligence israeliani, addetti al sistema che bombarda deliberatamente Gaza, è a questo livello qui. Perché Naza significa danni collaterali. E danni collaterali significa vite umane di palestinesi che saltano in aria quando dal 7 ottobre 2023 Israele ha cominciato a radere al suolo case e palazzi della Striscia di Gaza dove si nasconderebbero (e il condizionale è d’obbligo, perché viene spiegato che spesso non sono in casa) i componenti di Hamas. Insomma, la banalità del male di nuovo in scena. Stavolta con uno scavalcamento di campo storico, politico ed etico che fa spavento. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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