Morta suicida Denise Cosco era figlia di Lea Garofalo uccisa perché collaboratrice di giustizia Testimoniò contro il padre accusato dell’omicidio
Una donna è stata trovata senza vita, con segni che suggeriscono un suicidio. Era figlia di una donna uccisa perché collaboratrice di giustizia e aveva testimoniato contro il padre, accusato di omicidio. In una dichiarazione, ha spiegato di aver scelto di costituirsi parte civile contro il genitore, definendosi una testimone di giustizia e affermando che la decisione rappresentava una rinascita personale.
“Io sono un’orgogliosa testimone di giustizia perché non è facile costituirsi parte civile contro il proprio padre, ma è una scelta di libertà interiore per ripartire con la vita”. Denise Cosco aveva pronunciato queste parole durante il processo contro Carlo Cosco e gli altri imputati per l’omicidio di sua madre, Lea Garofalo. Aveva 19 anni e, nel luglio del 2011, aveva scelto di testimoniare contro il padre, l’uomo accusato di aver ordinato l’uccisione della donna che l’aveva cresciuta e che aveva deciso di rompere con la ‘ndrangheta. Quella 19enne coraggiosa domenica scorsa si è tolta la vita come riporta il quotidiano L’Avvenire. Aveva 35 anni Denise aveva già conosciuto la paura. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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