Le parlamentari pronte al blitz contro le preferenze | Meno donne con la nuova legge elettorale si torna indietro di 30 anni
Le parlamentari affermano che con la nuova legge elettorale si rischia di ridurre la presenza femminile, tornando indietro di circa 30 anni. Sottolineano che al momento non ci sono segnali di cambiamenti concreti, con il testo ancora in discussione al Senato e nessun movimento visibile alla Camera. Le deputate definiscono la situazione come una fase di stallo, con poche speranze di modifiche immediate.
«È ancora troppo presto». «Non si muove nulla». «La legge elettorale è all’esame del Senato». «Nessun movimento, davvero». «Alla Camera è una morta gora». E via così, una telefonata via l’altra. Ma quando i taccuini si chiudono e i colloqui con le deputate di maggioranza avvengono con la promessa di anonimato, la musica cambia. E si scopre che la battaglia bipartisan delle donne per fermare la nuova legge elettorale, se verranno introdotte le preferenze, non è finita. Anzi, forse non è ancora iniziata. Il fiume è carsico, per ora è poco più di un ruscello. Ma potrebbe presto gonfiarsi, se i colleghi di Palazzo Madama non si faranno carico di una questione cruciale. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

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