Il peccato originale della legge Lorenzin sull' obbligo vaccinale | quando la presunzione di patologia diventa problema nazionale
La legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale ha suscitato critiche riguardo alla presunzione di patologia, interpretata come un problema nazionale. La normativa imponeva vaccinazioni obbligatorie per i bambini, estendendole anche a soggetti e ambienti diversi, con l'obiettivo di aumentare la copertura vaccinale. La discussione si è concentrata sulla sua efficacia e sui metodi di implementazione, senza approfondire altre conseguenze o implicazioni legali.
Vaccinateli, vaccinateli tutti! Fino all'ultimo bambino â perfino il piccione, lâalbero e il ratto suburbe! Che niente e nessuno sfugga alla siringa, neanche il cielo! Ogni legge ha la sua ratio, la sua ragion dâessere, la sua filosofia. Certe leggi sono ben fatte, fondate, sia scientificamente che filosoficamente. Ă arrivato il momento di fare i conti con la "legge" Lorenzin (n.119, 2017). Tale norma impone la vaccinazione di ogni neonato fino a OLTRE TRENTA DOSI entro il primo anno di vita, sommate le dosi obbligatorie (sulla carta 10, ma con le trivalenti e le esavalenti contate come una) e quelle raccomandate. Il genitore obbediente avrĂ un pargolo nelle cui vene, dopo un anno di vita, scorrerĂ piĂš vaccino che sangue. 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it

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