Addio Status Quo
Un sistema che ha modellato le spiagge della Riviera romagnola per oltre 70 anni sta per chiudere. Durante l’estate si sono registrate le ultime operazioni di rimozione delle strutture e delle installazioni che caratterizzavano gli stabilimenti. Le imprese coinvolte hanno iniziato a smantellare le attrezzature e a ripristinare le aree, segnando la fine di un’epoca. La conclusione di questa fase rappresenta la fine di un modello di gestione delle spiagge che ha dominato per decenni.
L'estate sta finendo, ma sta finendo anche un sistema gigantesco che ha disegnato le spiagge italiane, in particolar modo la Riviera romagnola, per oltre 70 anni. Lo status quo – espressione latina che significa letteralmente ‘lo stato in cui le cose si trovano’ – non esiste più. Per quasi 20 anni, da quando il commissario olandese Frits Bolkestein stabilì che in Europa andavano fatte periodicamente le aste per le concessioni balneari (mandando, di fatto, in pensione vecchie e consolidate abitudini), in molti hanno fatto gli gnorri, cullandosi proprio nello status quo. «Qui funziona così, non cambierà nulla», ci si diceva. Quasi fossimo al Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove per lo Status Quo anche un singolo passo è regolamentato e intoccabile. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

It's time to say goodbye
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