La madre del femminicida Ragnedda | Suo padre mi maltratta e mi ha minacciato di morte
La madre dell’uomo condannato per aver ucciso una donna ha dichiarato di essere stata maltrattata e minacciata di morte dal padre del femminicida. L’omicidio si è verificato nella tenuta di famiglia con tre colpi di arma da fuoco. L’uomo ha confessato il delitto. La vittima è deceduta sul luogo dell’aggressione. La famiglia coinvolta ha riferito di violenze precedenti e di minacce ricevute. La polizia ha avviato le indagini e ha sequestrato l’arma utilizzata.
Emanuele Ragnedda è reo confesso del femminicidio di Cinzia Pinna. L’omicidio è avvenuto nella tenuta di famiglia di Conca Entosa con tre colpi di ricerche. Ragnedda ha fatto ritrovare il corpo nascosto tra i rovi della sua tenuta. Nicolina Giagheddu è la madre di Ragnedda. E ha denunciato il marito Mario Ragnedda, imprenditore del vino in Gallura, per maltrattamenti e minacce di morte. Andati avanti, dice lei, per trent’anni di matrimonio. «Sulla terra di mio padre, sulla mia terra, a Conca Entosa, è stato versato il sangue di Cinzia. Il suo corpo è stato gettato tra i rovi della tenuta dove è rimasto per 12 giorni. Tutti hanno definito quella ragazza fragile e invece non è così. 🔗 Leggi su Open.online
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