Il progetto assurdo dietro il film del regista russo in concorso a Venezia
Tra il 2009 e il 2011, il regista russo ha filmato centinaia di persone che vivevano in modo continuo come se fossero all’interno di un centro di ricerca sovietico. Il film, intitolato DAU, è stato realizzato attraverso questa esperienza a lungo termine, che ha coinvolto i partecipanti in una situazione di vita reale e simulata allo stesso tempo. Il progetto ha richiesto un metodo di ripresa che ha mantenuto gli attori e i non attori in un ambiente controllato e isolato.
Tra il 2009 e il 2011 Ilya Khrzhanovsky ha ripreso centinaia di persone mentre vivevano giorno e notte come gli abitanti di un centro di ricerca dell'Unione Sovietica Dietro il film DAU del regista russo Ilya Khrzhanovsky, presentato in questi giorni a Venezia, c’è un esperimento mai tentato prima e con una storia ai limiti dell’assurdo. Per raccontare la vita del fisico sovietico Lev Landau, che ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo della bomba atomica russa e vinse il premio Nobel nel 1962, Khrzhanovsky ha infatti ricostruito intere parti di città degli anni Venti del Novecento, e messo in piedi una versione realistica e funzionante del centro di ricerche in cui visse e lavorò Landau. 🔗 Leggi su Ilpost.it
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