Educare i figli comporta severità e accoglienza
In relazione ai recenti atti di teppismo e violenza compiuti da giovani in città, si evidenzia che il problema non riguarda solo questioni di ordine pubblico o carenze nelle forze dell’ordine. La discussione si concentra anche sulla responsabilità educativa e sulla gestione familiare, senza entrare nel merito di eventuali responsabilità di enti pubblici o istituzioni.
Caro Carlino, A proposito dei recenti fatti di teppismo, violenza e distruzione compiuti da ragazzi nella nostra città mi sento di sottolineare che non è solo questione di ordine pubblico e di sicurezza, di mancanza di personale o di presunte inefficienze delle istituzioni. E’ una capacità educativa – fatta di severità e di accoglienza – quella che sempre più manca. A tutti i livelli. Innanzitutto nella famiglia, nella stragrande maggioranza delle famiglie; poi nella scuola, in tutti gli ambiti della vita sociale, nelle attività sportive, ludiche, nelle fabbriche, negli uffici, nelle spiagge ecc. Gli adulti, ripeto in primis i genitori, non sanno più chiamare e richiamare i figli, riprenderli, giudicarli, correggerli. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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