Riparte la litania dell’emergenza E la soluzione è sempre la censura
Viene rilanciata la retorica dell’emergenza, associata alla minaccia fascista e ora anche a quella di ispirazione nazista. Si propone di contenere le opinioni scomode attraverso restrizioni e limitazioni delle libertà di espressione. La strategia si basa sulla percezione di un pericolo crescente, con l’obiettivo di arginare le prese di posizione considerate indesiderate. La discussione si concentra su misure restrittive, senza approfondire alternative o analisi di rischi e benefici.
L’allarme fascismo non faceva più presa, quindi ora si alza il tiro con Hitler. Per arginare l’onda nera, guarda un po’, si invoca la limitazione delle posizioni sgradite. E naturalmente il mantra «più Europa». Con il trionfo di Afd in Sassonia è tornato il nazismo. Lo dicono davvero, sembrano persino crederci. Non parlano semplicemente di estrema destra, sovranismo, nazionalismo o populismo. Quelle sono accuse che conosciamo fin troppo bene e con cui media e politici progressisti ci hanno rintronato per anni, rivolgendole ai partiti più diversi e non sempre di destra. No, ora c’è qualcosa in più. Paolo Gentiloni, per esempio, dice su Repubblica che hanno vinto «i nostalgici del nazismo», letteralmente. 🔗 Leggi su Laverita.info

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