Primarie più che l’idea può il volto Breve antologia dell’ascesa e della caduta del metodo importato dagli Usa
Le primarie americane sono spesso legate all’immagine dei candidati più che alle idee. La loro diffusione inizia oltre due secoli fa negli Stati Uniti, dove i progressisti adottarono questo metodo per selezionare i rappresentanti. Oggi, il volto del candidato sembra avere un ruolo centrale nel successo elettorale, più delle proposte politiche. La pratica si è diffusa in altri paesi, ma il suo impatto sulla politica rimane soggetto a continui dibattiti.
Due secoli abbondanti fa. Siamo negli Stati Uniti e i progressisti, tradizionalmente riuniti in quel grande corpaccione politico che conosceremo come i Democratici, la balena rossa che raccoglie liberal e sinistra, tiene insieme moderatismo e anticonformismo e suscita le simpatie prevalenti degli immigrati nordeuropei e degli afro, chiama a raccolta i suoi simpatizzanti per selezionare colui o colei che salirà sul campo di battaglia per le elezioni presidenziali. È la rivoluzione copernicana, il cambio di registro, la proposta politica viene infatti capovolta. Non più il programma, le idee, ma il volto. Conta Lui, elle maiuscola, o Lei, ugualmente maiuscolo. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

The Complete Philosophy of Bojack Horseman To Fall Asleep To
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