Maricoltura Api | Per la tenuta della filiera servono investimenti spazi marini adeguati e sostegno nella fase di transizione
L’estate 2026 ha messo alla prova il settore della maricoltura italiana, con temperature elevate nel Mediterraneo che hanno complicato la gestione degli allevamenti di spigole e orate. Per mantenere stabile la filiera, si richiedono investimenti, spazi marini adeguati e supporto durante la fase di transizione. Questi elementi sono considerati fondamentali per affrontare le sfide climatiche e garantire la continuità delle produzioni marine.
ROMA – L’estate 2026 ha rappresentato un nuovo banco di prova per la maricoltura italiana. Le temperature eccezionalmente elevate registrate nel Mediterraneo hanno reso più complessa la gestione degli allevamenti a mare, in particolare di spigole e orate, le principali specie dell’acquacoltura marina nazionale. Luglio è stato il mese più caldo dal 1993 nel Mediterraneo, con una temperatura superficiale media attorno ai 27°C. Al largo della costa toscana l’anomalia media mensile ha raggiunto +3,9 gradi, il valore più alto della serie disponibile dal 1982. Il quadro non è stato omogeneo sull’intero bacino e in questi ultimi giorni le temperature si sono parzialmente stabilizzate in alcune aree. 🔗 Leggi su Lopinionista.it

Notizie e thread social correlati
L’industria incontra istituzioni, distribuzione e installatori per costruire la filiera della transizione energeticaIl 25 giugno 2026, presso la sede di Fimer, si terrà un incontro tra rappresentanti dell’industria, istituzioni, distributori e installatori.
Per i docenti assunti in ruolo la continuità su sostegno salta. Il 1° settembre presa di servizio nella scuola assegnata nella Fase 2Il 1° settembre rappresenta la data di inizio per i docenti assunti in ruolo, ma la continuità su sostegno viene interrotta.