Riletture storiche | quando Stalin giustiziò la Rivoluzione

Notizia in breve

Il 22 agosto 1936, nel Palazzo dei Sindacati di Mosca, il pubblico accusatore nel processo dei 16 chiese condanne con toni severi, affermando che si dovevano “sparare a questi cani rabbiosi”. Vyshinsky, senza usare un linguaggio formale, rivolse richieste di condanna ai giudici. L'evento si inserisce nelle purghe staliniane, un episodio storico che ha segnato la repressione e l'eliminazione di membri della rivoluzione.

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«Si deve sparare a questi cani rabbiosi». Il pubblico accusatore Andrej Vyshinsky non si curò di utilizzare un linguaggio appropriato per assumere un ruolo più istituzionale e, nel salone del Palazzo dei Sindacati, a Mosca (22 agosto 1936) ai giudici del “processo dei 16”, presentò richieste di condanna che sembrarono ordini. «Pretendo che venga cancellata ogni traccia di questi bastardi». I «bastardi» cui si riferiva non facevano parte della schiera dei nemici del popolo che, secondo l’ideologia sovietica, comprendeva latifondisti e proprietari, nobili, reazionari o, comunque, anticomunisti. Alla sbarra, venne trascinata la vecchia guardia... 🔗 Leggi su Panorama.it

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