Lavitola la strategia per minimizzare | la mia amicizia con Sigfrido? Volevo rifarmi una reputazione
I difensori di Valter Lavitola hanno presentato una memoria difensiva di 72 pagine, cercando di smontare le accuse dei pubblici ministeri. Nel documento, Lavitola spiega che la sua amicizia con Sigfrido era motivata dal desiderio di migliorare la propria reputazione. La strategia legale mira a minimizzare le accuse e a contestare le tesi avanzate dall'accusa, cercando di dimostrare che le relazioni personali erano legate a interessi di natura diversa.
Nelle settantadue pagine di memoria difensiva, depositata davanti ai giudici, i difensori di Valter Lavitola puntano a disarmare le tesi dei pm. Dalla bomba, presentata suppergiĂą come un grosso petardo («Una carica detonante di ridotta massa attiva»), al pericolo di inquinamento delle prove («Non piĂą ipotizzabile dopo una confessione») fino al movente politico («Insussistente»), la parola chiave è minimizzare. Le dichiarazioni fluviali di Lavitola — che ancora ieri ha parlato per oltre mezz’ora a fronte di circa tre ore di udienza — accreditano l’idea di un blitz esplosivo come bravata «indolore» sullo sfondo di un’amicizia radicata. Il faccendiere, accusato di detenzione di materiale esplosivo con l’aggravante mafiosa, vuole scagionarsi professandosi leale nei confronti della vittima, Sigfrido Ranucci. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

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