Come ci è finita in crisi Giochi Preziosi
Giochi Preziosi ha attraversato una crisi finanziaria negli ultimi anni, passando dall’essere il principale gruppo italiano nel settore dei giocattoli a tentare di vendersi per evitare la chiusura. A agosto, l’azienda ha avviato trattative con potenziali acquirenti, dopo aver registrato perdite significative e una riduzione del fatturato. La situazione ha portato a una revisione delle strategie di mercato e a una ricerca di investitori esterni.
In pochi anni è passata dall'essere il più importante gruppo italiano dei giocattoli a cercare di farsi comprare per non chiudere Ad agosto Giochi Preziosi, che è stato il più importante gruppo italiano dei giocattoli, ha presentato un piano di ristrutturazione aziendale finalizzato al concordato preventivo, la procedura con cui un’azienda cerca un accordo con i creditori per evitare di dover vendere i propri beni e chiudere. Alla fine del 2025 Giochi Preziosi aveva una perdita di 97 milioni di euro e un debito accumulato di 410 milioni, e non ha i soldi sufficienti a sanarli. Il piano per evitare la chiusura prevede che il controllo passi a Superhisen, azienda cinese che da molti anni produce giocattoli per il gruppo, affiancata a un socio italiano, la famiglia Bertola, che si occupa di logistica e distribuzione. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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