Le leggi woke mettono i giudici al comando
Le leggi legate alla cultura arcobaleno, come il ddl Zan, utilizzano formulazioni senza dettagli precisi sulla condotta sanzionata. Questo permette ai giudici di interpretare le norme secondo le proprie convinzioni, senza criteri chiari. La mancanza di definizioni specifiche rende possibile un'interpretazione soggettiva delle leggi, lasciando spazio a decisioni variabili da parte delle corti.
Dalla sigla «Lgbt» al ddl Zan, la cultura arcobaleno presenta formule «senza fattispecie» in cui la condotta sanzionata non viene specificata. In questo modo la singola toga interpreta sulla base delle sue convinzioni personali. Ma decidere spetta ai politici eletti Sulla Verità del 28 agosto la professoressa Ginevra Cerrina Feroni ha affrontato le ricadute anche giuridiche della cosiddetta ideologia woke. Sul punto, segnalo alcuni fatti poco conosciuti. 1. Nella stesura informatica dei documenti ufficiali Usa, l’amministrazione Biden aveva imposto il carattere grafico «Calibri» in quanto più asettico, meno evocativo della storia occidentale e dunque più «inclusivo». 🔗 Leggi su Laverita.info

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